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Cultura

Personalità Capitali – GIUSEPPE COLUCCI

today17 Novembre 2025

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Proseguono gli incontri “Personalità Capitali”, che il nostro Circolo sta dedicando alle più eminenti personalità politiche e intellettuali di Lucera e dei Monti dauni.

Venerdì 21 novembre, infatti, alle ore 18:30, si parlerà di Giuseppe Colucci, avvocato, giornalista e romanziere lucerino, vissuto tra il 1876 e il 1945.

A illustrare la figura e l’opera letteraria del “Bruno Cicognani delle Puglie”, sarà il prof. Raffaele De Vivo, già docente di Lettere, Filosofia e Storia e Dirigente scolastico, assessore alla Cultura della Città di Lucera, componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio per l’Università di Capitanata, del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Pasquale e Angelo Soccio” e socio del Comitato di Foggia dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

Alla profondità giuridica Colucci associava amore e versatilità letteraria, tanto da divenire “il maggior narratore di cui Lucera si onora” (Dionisio Morlacco). Come pubblicista cominciò a collaborare al “Foglietto” di Lucera con scritti di politica e di sociologia, note di letteratura e di storia locale. Fu quindi inviato dal “Pungolo di Napoli” negli USA a studiare i problemi dell’emigrazione. Dalle principali testate di Philadelphia, di San Francisco, di Boston, di Chicago e di New York, Colucci denunciò le condizioni di vita degli emigrati italiani, mantenendo vivo il loro sentimento nazionale e il legame con la patria.

Rientrato in Italia (giugno 1908), accanto all’attività forense, divenne autore raffinato e ammirato di romanzi storici rappresentando, con grande intuito di psicologo, le più diverse vicende umane. I suoi primi romanzi: “Erbe Verbene” (1921), “Fiamme prodigiose” (1922), “La Ribalta dei Piccoli” (1925) e, soprattutto, “Quei di Sampiè” (1928) destarono interesse per la loro struttura fantasiosa, non disgiunta da grande delicatezza e sensibilità e furono accolti con unanime consenso di lettori e di critica. Seguirono “Il Marchese Escalante” (1930), “I volti del sogno” (1932), “Pozzo Rubino” (1933), “Claudia fanciulla antica” (1936), “Settimia regina d’Oriente” (1937), “L’ombra implacabile” (1938), “L’esaltazione della Croce” (1940), ai quali vanno aggiunti novelle, bozzetti, quadretti di ambiente e di vita paesana apparsi su diversi giornali locali.

Di lui Riccardo Bacchelli scrisse: “Rimpiango l’amico, onoro lo scrittore, integro e gentile così come l’uomo, che degnamente ha rappresentato un costume di civiltà e di cultura dell’intelletto e dell’animo, nella nobile e cara Lucera”.

Vi aspettiamo numerosi

Diretta dal Circolo Unione di Lucera

Written by: PC

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